giovedì 11 ottobre 2012



Segni d'acqua


L'acqua non ha intenzioni.
Un fiume non ha intenzioni, si prende solo lo spazio sottratto al suo respiro. La disastrosa alluvione che ha colpito Vicenza nell'autunno del 2010 non può considerarsi solo la conseguenza di eccezionali precipitazioni piovose. La legge madre che dirige l'infinita orchestra universale non ammette errori: si chiama legge di causa ed effetto. E l'effetto si è mostrato in tutta la sua drammaticità, rovesciando sull'uomo, sugli animali e le cose, la forza incontrollabile di una natura che non si può dominare. La causa, invece, ha molte facce ed è celata tra le mani lorde di chi vive sulle macerie create dalla loro bramosia di potere e denaro; nella presuntuosa ed ostinata saccenteria di chi dimentica di esser parte di un unico sistema, ma incapace di capire la correlazione tra gli eventi che in questo grande contenitore si susseguono. Non catastrofe ambientale dunque, ma diretto effetto della “deriva” etica, morale e sociale di un sistema che corre verso il suo ineluttabile destino.
Ho scelto perciò di “parlare” di questo evento, fissando su di un supporto i cromatismi fugaci che il passaggio di quell'avvenimento ha lasciato su alcune pareti in cartongesso di un locale allagato. Nessuna tragicità nelle immagini, per non offendere ulteriormente una natura già pesantemente provata, solo la naturale bellezza di armoniche nebulose frutto della follia umana. Muffe, niente altro che muffe: fuggevoli testimonianze.

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